Étude 1 sur 4 · La relation personnelle du disciple avec son Seigneur

  1. Étude 1 : La relation personnelle du disciple avec son Seigneur
  2. Étude 2 : Le retour des 70 disciples
  3. Étude 3 : Daniel 2 – Le Dieu qui révèle les mystères et dirige l’histoire
  4. Étude 4 : La découverte de Pierre ?

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La relazione personale del discepolo con il suo Signore

    La pericope 116 esplora la relazione personale fra il discepolo e il suo Signore a partire da Matteo 11.25-30 e Luca 10.21-24. Dopo aver condannato le città incredule, Gesù si rallegra che gli umili comprendano la sua parola là dove i sapienti falliscono. Afferma la propria filiazione divina e invita tutti gli affaticati a venire a lui, promettendo riposo e dolcezza sotto il suo giogo condiviso, in contrapposizione ai pesi imposti dai farisei.

    Luca 10.21-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quella stessa ora, Gesù giubilò per lo Spirito Santo, e disse: Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agl’intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli! Sì, o Padre, perché così ti è piaciuto.Ogni cosa m’è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce chi è il Figliuolo, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo voglia rivelarlo.E rivoltosi a’ suoi discepoli, disse loro in disparte: Beati gli occhi che veggono le cose che voi vedete!Poiché vi dico che molti profeti e re han bramato di veder le cose che voi vedete, e non le hanno vedute; e di udir le cose che voi udite, e non le hanno udite.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Il ritorno dei 70 discepoli

    Il ritorno dei settanta discepoli (Luca 10.17-24) illustra il loro stupore dopo la missione. Gesù li riporta all'essenziale: rallegrarsi perché i loro nomi sono scritti nei cieli. Proclama la sovranità divina nella rivelazione, concessa agli umili piuttosto che ai sapienti. La dichiarazione del versetto 22 afferma l'intimità unica del Padre e del Figlio, facendo di Gesù l'unico mediatore della conoscenza divina. Luca sottolinea così la continuità dell'opera evangelica.

    Luca 9.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E gli apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte; ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida.
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La rivelazione di Daniele

  • Daniele 2 – Il Dio che rivela i misteri e dirige la storia

    Daniele 2 rivela la sovranità di Dio sulla storia. Nabucodonosor, re di Babilonia, riceve un sogno inspiegabile che i saggi non sanno interpretare. Grazie a Dio, Daniele descrive una statua che rappresenta regni successivi. Dio, non gli imperi, domina la storia. È un’affermazione della fede di Daniele e della potenza divina.

    Daniele 2.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tu, o re, sei il re dei re, al quale l’Iddio del cielo ha dato l’impero, la potenza, la forza e la gloria;
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Le contraddizioni

  • La scoperta di Pietro?

    L’articolo CTD012 risponde a una presunta contraddizione tra Giovanni 1.41 e Matteo 16.17 sulla scoperta da parte di Pietro dell’identità messianica di Gesù. Questi due passi descrivono in realtà due tappe complementari: un primo annuncio umano fatto da Andrea, poi una rivelazione divina interiore confermata da Gesù stesso. La fede di Pietro è un cammino progressivo, non un evento unico.

    Giovanni 1.41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù.
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